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  • Simona Platè

Fiaba del sogno smarrito

Celeste, come molti di noi, ha smarrito un sogno. Senza il suo sogno diventa invisibile a tutti compresa sé stessa e decide di andare a cercarlo. E tu? Quale sogno hai smarrito?

Qui sotto troverai il racconto di poche parole, un soffio di fiaba, di Celeste e del suo sogno. Perché non parti anche tu alla ricerca del tuo?

Buon viaggio!

C’era una volta una ragazza di nome Celeste che aveva perso un sogno. Lo aveva nascosto molti anni prima e proprio quando quel sogno le serviva non si ricordava più dove lo avesse messo. Non era nei cassetti, nei mobiletti del bagno e neanche nelle scatole impolverate della cantina. Ad ogni amico chiedeva: “Non è che per caso ho lasciato un mio sogno a casa tua?”, tutti la guardavano perplessi e poi facevano cenno di no con la testa.

Senza quel sogno pian piano diventò invisibile agli occhi di tutti fino a che un giorno non vide più la sua immagine riflessa nello specchio.

La sua amica Ginevra le disse: «Il tuo sogno è qui e non è qui. È indietro nel tempo, è lì che lo troverai».

Celeste ringraziò Ginevra e il mattino dopo era già pronta all'imbocco della strada del tempo. Non appena iniziò a camminare si accorse che sulla strada calavano banchi di nebbia così fitti da non riuscire a vedere niente oltre ad un palmo di naso. «Questa nebbia è pericolosa. Potrebbe farmi finire fuori strada e farmi perdere in un cattivo ricordo o in un ricordo così bello da rimanerne intrappolata», pensò e con coraggio avanzò attenta e decisa.

Attraversò il bosco degli attimi, dove dietro ad ogni albero giocavano a nascondino tutti i momenti della sua vita. Celeste comprese che se si fosse fermata a giocare con loro non avrebbe mai ritrovato quel sogno così importante e così li guardò da lontano continuando a camminare lungo il sentiero.

Arrivò alla grotta del cuore emozionato, una prova davvero difficile. Riscoprire tutte insieme le emozioni del passato nascoste sotto i tappeti, buttate nel cestino o soffiate via come una cimice dalla mano, può far scoppiare il cuore in mille pezzi.

Celeste si fece coraggio e andò avanti lasciando passare le emozioni poco per volta. Superò la grotta e finì in un lago di acqua calda, limpida e luminosa. Si sentì d’improvviso così bene che avrebbe voluto fermare il tempo e restare lì per sempre. Per fortuna una piccola onda le riportò alla mente il sogno e lei si disse “Sono pronta!”.

Il lago sputò fuori Celeste che si ritrovò prima a volare nel cielo e poi sdraiata sul sentiero dell’infanzia, una bianca strada di stelle. Celeste si mise a camminare in punta di piedi per paura di schiacciarle.

Poi, davanti a lei, proprio in fondo al sentiero, vide il suo sogno appeso ad un albero.

Celeste lo indossò come uno splendido vestito che casca a pennello e tornò a casa a vivere finalmente un presente soddisfacente.

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