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  • Simona Platè

Fiaba del Passato stanco di essere sopra/sottovalutato.

E tu che rapporto hai con il Passato? E se un giorno si stancasse di come lo stai usando?

Scopri, qui sotto, il racconto di poche parole, un soffio di fiaba, del Passato stanco di essere sopra/sottovalutato.

C’era una volta un Passato che aveva ormai fatto il suo corso, ma nessuno lo lasciava mai libero di prendere quel treno che tanto bramava. Desiderava solo di andare a vivere nel suo chalet di montagna e di passare il tempo a raccogliere stelle alpine.

Maria lo fermava sulla porta gridando: «Ti prego non partire! Senza di te non potrò più rivivere le mie sofferenze e non avrò più scopo!». Alberto lo bloccava sul pianerottolo implorandolo: «Ti prego non mi lasciare! Senza i ricordi delle gioie della mia gioventù non potrò sopportare il mio presente!». Carlo gli sbarrava la strada rimproverandolo: «Egoista! Se te ne andrai gli uomini ti dimenticheranno e non impareranno mai dai loro errori!». Elena lo sbatteva contro il muro, proprio sull'ultimo gradino e gli intimava: «Non ti permetterò di lasciarmi! Senza di te non sarò più niente, neanche una vecchia gloria». Davide gli puntava la pistola alla tempia proprio vicino ai cespugli del cortile e con rabbia diceva: «Dove credi di andare? Se ci lascerai la nostra guerra finirà e noi non sapremo più cosa fare, anche se non ricordiamo più quando e perché è iniziata non ti lasceremo distruggere tutto». Gianni lo strattonava sull'orlo del portone e piagnucolando diceva: «Senza di te non ricorderò le mie origini. Non saprò come dovrò essere, cosa dovrò fare, come dovrò comportarmi e pensare, la terra mi franerà sotto i piedi».

Tutti sembravano avere delle buone ragioni per non lasciarlo partire e per molto tempo lui li accontentò, in fondo gli faceva piacere essere considerato importante.

Dopo millenni di inutili tentativi per essere guida e supporto, per la mente e il cuore degli uomini, il Passato si rese conto che questi non imparavano nulla ed erano troppo limitati per comprendere che lui serviva solo a rendere migliori il presente e il futuro.

Un giorno non resistette più ed urlò: «Adesso basta! Mi avete riempito la testa con le vostre inutili scuse, procurandomi terribili emicranie. Mi avete usato! Mi avete tenuto qui per avere un alibi! Non avete compreso neanche un solo secondo del tempo passato! Vado a prendere il mio treno e che nessuno provi a fermarmi! Sarete bravi a sbagliare e ad essere infelici anche senza di me!»

Detto questo, il Passato partì lasciando tutti confusi e sperduti come bambini appena nati.

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